La tomba senza nome

KV55EntranceLa valle dei Re, in Egitto, è il luogo di sepoltura di molti faraoni: quella che un tempo era Tebe, oggi è conosciuta con il nome di Luxor. Nell’impossibilità di dare un nome a tutti, si è pensato di denominare ogni tomba con una sigla che corrisponde all’ordine di scoperta. Con la fredda dicitura “KV55”, uno di questi sepolcri reali rimane avvolto più di altri nel mistero. La tomba fu scavata più di cent’anni fa, nel 1907, da un paio di archeologi (Edward Ayrton e Theodore Davis) che non si sa per quale oscura ragione non documentarono gli scavi intrapresi. Da allora, in tutti questi decenni, il sepolcro fu sicuramente ‘visitato’ e qualcuno si portò via buona parte delle offerte che avrebbero dovuto accompagnare il defunto nel suo ultimo viaggio. Qualcun altro pensò bene di danneggiare irrimediabilmente anche alcuni cartigli, compreso quello che identificava il nome del faraone, posto sul sontuoso sarcofago intagliato. Solo in corrispondenza del corridoio d’ingresso fu riconosciuto il cartiglio della regina Tiy, che da figlia di due notabili divenne moglie di Amenopohis III e dette i natali ad Amenophis IV o meglio Akhenaton, come amava farsi chiamare il faraone che decise di rivoluzionare il culto religioso, introducendo la prima forma di monoteismo che si ricordi, dedicata al Sole. Continua a leggere

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La cantante dei Faraoni

c_254_190_16777215_01_images_stories_musica_arpistaAll’inizio del 2012 gli archeologi dell’Università di Basilea scoprirono nella Valle dei Re, in Egitto, un sepolcro ancora inviolato, senza decorazioni sulle pareti. In quella tomba di quasi tremila anni fa, come confermato dall’iscrizione, riposava il corpo di una donna che, pur non essendo una regnante, aveva comunque meritato una sontuosa sepoltura.
Il rinvenimento di questo sepolcro è l’eccezione, poiché finora è il primo riservato a una donna non appartenente alla famiglia reale. Nehmes Bastet (“Bastet può salvarla”), questo il suo nome, era una cantante che con la sua voce doveva aver deliziato la corte di qualche faraone della XXII dinastia, all’inizio del I millennio a.C., durante le ricorrenze religiose presso il tempio di Karnak a Tebe. La donna era sotto la protezione di Blaster, la dea felina protettrice del Basso Egitto, spesso associata a Sekhmet. Come già evidenziato in altre sepolture, quella destinata alla cantante era in origine riservata a qualcun altro vissuto centinaia di anni prima. La “KV64”, che si trova vicino al sepolcro di Thutmose III, è la seconda tomba inviolata scoperta, dopo quella celeberrima destinata alle spoglie del faraone Tutankhamon. Continua a leggere

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Il transito di Venere e la fine di un ciclo

epa03250808 Venus transits across the Sun in the sky above Quito, Ecuador, 05 June 2012. The next time Venus can be observed transiting the Sun will be in 2117. EPA/JOSE JACOME

epa03250808 Venus transits across the Sun in the sky above Quito, Ecuador, 05 June 2012. The next time Venus can be observed transiting the Sun will be in 2117. EPA/JOSE JACOME

La notizia, diffusa all’inizio di marzo 2012 a margine dei lavori della terza edizione di “Kon Tiki, Rassegna del Documentario di Archeologia e di Viaggi”, corse incontrollata sul web qualche mese dopo. In quell’occasione l’archeologa Maria Longhena, apprezzata saggista, avrebbe dichiarato che il passaggio di Venere tra la Terra e il Sole, avvenuto il 5 giugno, di fatto avrebbe anticipato la fine del calendario Maya (e la fine del mondo) perché “L’allineamento del Sole e di Venere simboleggia eventi nefasti poiché la divinità legata a questo pianeta era associata a guerre, alluvioni, carestie, tragedie.” La studiosa, riferendosi alla fine del ciclo calendariale al compimento del Conto lungo, tirava in ballo anche le incisioni sulla pietra rinvenuta a Tortuguero, che prevedono “la discesa dal cielo di un essere soprannaturale, il quale porterà…”: non si può desumere altro dalla lastra perché illeggibile. Necessita fare alcune considerazioni per riportare ordine in queste rivelazioni prive di senso.

Il transito di Venere L’evento, oltre che raro, era particolarmente atteso dagli astronomi perché ha permesso di comprendere qualcosa in più di questo pianeta, tanto simile alla Terra. L’osservazione avvenuta con la luce riflessa della Luna, poiché il telescopio Hubble, non potendo essere puntato in direzione del Sole, è stato rivolto verso il nostro satellite, catturando la luce solare riflessa e permettendo di isolare quella che ha attraversato l’atmosfera di Venere. La sperimentazione poi proseguirà nell’osservazione dei pianeti esterni al nostro sistema solare. Continua a leggere

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La razza estinta

giganti…il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo notata è gente di alta statura;
vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro.”(Dalla Bibbia, Libro dei Numeri)

Giganti, titani, ciclopi La presenza di esseri con una statura fuori dall’ordinario, dotati, fra l’altro, di una eccezionale forza, è facilmente individuabile in una marea di miti, a partire da quello classico del diluvio universale. Tanto per cominciare, come recita uno scritto rabbinico del V secolo d.C. prima che l’Arca partisse, il gigante di nome Og riuscì ad aggrapparsi a una scala di corda dell’imbarcazione. Era l’ultimo dei giganti, re di Basan (una località ad Est del fiume Giordano) e di lui ne parla anche la Bibbia. Se diamo ascolto alla mitologia greca i Titani (questo termine individuava, con precisione, una razza di giganti con l’aspetto veramente selvaggio; al pari dei Ciclopi e degli Ecatonchiri, sono i figli del dio del cielo Urano, concepiti con la dea della terra Gaia, la madre universale della mitologia classica) vivevano all’interno delle grotte e, peculiarità in comune con i Ciclopi, avevano un solo occhio. Ricorderete, senz’altro, quello che dovette sfidare Ulisse in una certa fase del suo peregrinare. Le antiche cronache li descrivono come dominatori incontrastati della terra nei tempi che furono e, un bel giorno, decisero di ribellarsi agli dèi e agli uomini: non possiamo essere certi sulla ragione del contendere, probabilmente questa razza semi-divina prese coscienza di poter usurpare il potere dalle mani della divinità. Continua a leggere

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