XPublishing: il diritto e il dovere di proseguire

indexChe la gente legga sempre meno è un dato di fatto. Così pure, di conseguenza, che la piccola editoria, soprattutto quella settoriale, sia in crisi ormai da anni.
I fattori scatenanti sono comunque anche altri (costo della stampa e distribuzione su tutti) e non è certo questa la sede per discutere dell’annosa questione. Abbiamo visto negli anni che tante riviste, anche quelle del nostro segmento di divulgazione, hanno cessato la pubblicazione, all’improvviso, dopo aver cercato in tutti i modi di far quadrare i conti.
L’appello davvero accorato di Adriano Forgione, Lavinia Pallotta ed Enrico Baccarini, rispettivamente direttori di Fenix, XTimes ed Hera, riviste pubblicate dalla casa editrice XPublishing, non può lasciarci indifferenti, anche perché in passato la nostra collaborazione con alcune di queste testate è stata continuativa e proficua per entrambe le parti.
fenix-77Io, Gianluca e tanti altri collaboratori di Tracce d’eternità, Chimera ed ora Dreamland, abbiamo supportato con i nostri lavori la XPublishing, che dal suo canto ha reso possibile che questi scritti fossero pubblicati sui magazine cartacei a tiratura nazionale.
Non possiamo quindi che essere grati soprattutto ad Adriano e Lavinia per averci concesso spazio, in una cassa di risonanza non da poco.
XPublishing è una realtà importante, almeno per quel che ci riguarda, e merita di proseguire il suo percorso editoriale, anche se le acque rimangono purtroppo agitate.
Quello che possiamo fare, nella speranza che questo brutto momento rimanga solo un ricordo, è sostenere adesso i nostri amici, che ce la stanno mettendo tutta per continuare nella divulgazione delle tematiche a noi care.
LOC-XC-lab-2018-MalangaSi tratta, in fondo, di un piccolo sforzo che anche i nostri lettori potrebbero fare, aderendo per esempio alla campagna abbonamenti molto vantaggiosa, le cui modalità sono ben evidenziate nell’immagine che pubblichiamo in queste
pagine.
È un tentativo che può dare i suoi frutti.
Personalmente, in ottica futura, credo che lo scoglio da superare sia by-passare una volta per tutte la distribuzione, che si porta via più della metà del costo di copertina: quindi rinunciare alla presenza in edicola e concentrarsi esclusivamente sugli abbonamenti.
unnamedQuesto può concretizzarsi solamente se esiste un bacino di lettori, uno zoccolo duro, che aderisce alle iniziative della XPublishing, che sono tante altre, come il segmento dei libri e l’organizzazione di viaggi a tema e importanti congressi anche a livello internazionale.
Schermata 2016-12-20 alle 18.30.48La versione digitale delle riviste non può sostituire il cartaceo, almeno per chi da questa professione trae sostentamento.
L’abbattimento dei costi può senz’altro proseguire nella direzione di un mirato ridimensionamento nella confezione delle riviste, rinunciando per esempio alla carta patinata e, in subordine, al colore in quelle sezioni in cui non necessariamente vitale.
Noi di Dreamland, che non siamo mai scesi a compromessi, abbiamo sempre sostenuto l’importanza dei contenuti rispetto alla grafica, anche se, è bene ricordarlo, la nostra divulgazione si limita al digitale ed è stata sempre completamente gratuita.
Un altro mondo, insomma.
Eppure, nonostante queste diversità di fondo, ci sentiamo ancora più vicini agli
amici di XPublishing, non solo per la collaborazione perseguita in un recente passato, ma anche per l’unità di intenti che da sempre ci accomuna.
È una strada che abbiamo il diritto e il dovere di continuare a percorrere assieme.
I lettori, ora più che mai, sono i veri protagonisti di una storia che merita un lieto fine.

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Una risposta a XPublishing: il diritto e il dovere di proseguire

  1. amleta ha detto:

    Io posso benissimo capire quanto dispiacere si prova a dover vedere in proprio lavoro buttato alle ortiche solo perchè il pubblico vuole altre cose. Tutte le volte che entro in un supermercato e persino in libreria e vedo scaffali pieni e tavoli in bellamostra cpn sopra sempre e solo quei titoli ” voglio solo te” “amo te” ” sola con te” e titoli tutti quasi uguali e sempre dello stesso genere, vorrei chiedere ai lettori se son tutti diventati stupidi all’improvviso. Purtroppo le grandi case editrici fanno in modo di oscurare tutti e anche in modi poco corretti. Poi se parliamo dicebook in italia ancora nemmeno sanno cosa sono. Quindi capisco bemissimo la vostra lotta ma mi spiace, i lettori non leggono i miei libri e quindi non posso donarvi che un “in bocca al lupo” sperando che i vostri lettori, almeno loro, rinsaviscano.

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