Come una fenice. Più forti che mai

Circa un anno fa ha chiuso i battenti ASPIS (l’Associazione per il Progresso Interdisciplinare delle Scienze), di cui io e Gianluca facevamo parte.
Lasciando da parte i motivi che ne hanno determinato lo scioglimento (credo non interessi a nessuno conoscere le ragioni, se non a chi ha sempre remato contro dall’esterno, e comunque continuerà per sua natura a farlo), mi preme fare alcune considerazioni, per chi vorrà leggerle.
Con ASPIS è stato fatto, negli ultimi anni, un grande lavoro di ricerca e divulgazione, a cui hanno partecipato tutti i suoi componenti, ognuno per le proprie competenze, tanto che la produzione di studi tematici (anche su questioni assai spigolose, per esempio la cosiddetta CTO, la supposta correlazione delle stelle di Orione con le piramidi egizie) è stata copiosa sia sul sito, sia sulla rivista digitale Tracce d’eternità, che nel frattempo era diventata l’organo ufficiale dell’associazione. Continua a leggere

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XPublishing: il diritto e il dovere di proseguire

indexChe la gente legga sempre meno è un dato di fatto. Così pure, di conseguenza, che la piccola editoria, soprattutto quella settoriale, sia in crisi ormai da anni.
I fattori scatenanti sono comunque anche altri (costo della stampa e distribuzione su tutti) e non è certo questa la sede per discutere dell’annosa questione. Abbiamo visto negli anni che tante riviste, anche quelle del nostro segmento di divulgazione, hanno cessato la pubblicazione, all’improvviso, dopo aver cercato in tutti i modi di far quadrare i conti.
L’appello davvero accorato di Adriano Forgione, Lavinia Pallotta ed Enrico Baccarini, rispettivamente direttori di Fenix, XTimes ed Hera, riviste pubblicate dalla casa editrice XPublishing, non può lasciarci indifferenti, anche perché in passato la nostra collaborazione con alcune di queste testate è stata continuativa e proficua per entrambe le parti. Continua a leggere

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Caral, tra ostriche psicotrope ed echi d’Oriente

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Caral (fotografia di Daniel Barker, U.S. Navy,  Creative Commons)

A una ventina di chilometri dalla costa del Pacifico, nella valle di Supe in Perù, quella che oggi è la provincia di Barranca, c’è il sito archeologico di Caral, uno degli insediamenti urbani più antichi delle Americhe. Scoperta sul finire degli anni Quaranta del secolo scorso dallo storico Paul Kosok dell’Università di Long Island, Caral fu abitata dalla cultura pre-ceramica Caral-Supe, impropriamente detta Norte Chico, fin dal III millennio a.C. La datazione più antica finora emersa, analizzando con il metodo C-14 le fibre di canna delle borse shicra utilizzate per il trasporto di pietre, corrisponde infatti al 2900 a.C. Dal 1994 è l’antropologa archeologa Ruth Shady Martha Solis del San Marcos National University di Lima che si occupa degli scavi a Caral, nell’ambito di un progetto di ricerca che mira a valorizzare questo e altri siti in cui si svilupparono le prime forme di civilizzazione. La presenza tutt’attorno di una ventina di siti minori, fa naturalmente di Caral il centro amministrativo della prima cultura sviluppatasi in Perù. Si ritiene che Caral sia servita da modello per tutte le civiltà susseguenti, non solo evidentemente sotto l’aspetto urbanistico, ma anche per quel che riguarda l’arte della tessitura, poiché qui sono stati trovati manufatti che richiamano il sistema quipu in uso agli Inca per annodare le corde. Continua a leggere

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Mehrgarh, dove nacque la civiltà Indo-Sarasvati

Mohenjo-daro (Usman Ghani, 2011)

La scoperta nel 1974 di Mehrgarh, un sito neolitico pakistano in Belucistan (sulla strada che conduce dall’Afghanistan alla Valle dell’Indo), per merito dell’archeologo Jean-Francois Jarrige, ha permesso di capire che da qui ebbe origine la civiltà dell’Indo-Sarasvati, e non solo.
«Le scoperte a Mehrgarh hanno cambiato l’intero concetto della civiltà dell’Indo. Qui abbiamo tutta la sequenza, fin dall’inizio della vita del villaggio», afferma Ahmad Hasan Dani, professore emerito dell’Università Quaid-e-Azam di Islamabad.
Nella lingua nativa Balochi, Mehrgarh significa ‘Il cielo per amore’. Continua a leggere

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