Mehrgarh, dove nacque la civiltà Indo-Sarasvati

Mohenjo-daro (Usman Ghani, 2011)

La scoperta nel 1974 di Mehrgarh, un sito neolitico pakistano in Belucistan (sulla strada che conduce dall’Afghanistan alla Valle dell’Indo), per merito dell’archeologo Jean-Francois Jarrige, ha permesso di capire che da qui ebbe origine la civiltà dell’Indo-Sarasvati, e non solo.
«Le scoperte a Mehrgarh hanno cambiato l’intero concetto della civiltà dell’Indo. Qui abbiamo tutta la sequenza, fin dall’inizio della vita del villaggio», afferma Ahmad Hasan Dani, professore emerito dell’Università Quaid-e-Azam di Islamabad.
Nella lingua nativa Balochi, Mehrgarh significa ‘Il cielo per amore’. Continua a leggere

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I senzatetto di Garagay

30561320Il sito archeologico di Garagay si trova nel quartiere San Martin de Porras di Lima. Qui la cultura Sechin, tra il XVII e il IX secolo a.C. (come risulta dalle datazioni al C-14), edificò e in seguito restaurò un imponente centro cerimoniale costiero, con tre piramidi disposte nella classica formazione a U.
Oggi, sulla piramide principale alta 23 metri, svetta un pilone elettrico, segno dei tempi che corrono. Le vicende che hanno interessato Garagay, dal momento della sua scoperta a oggi, sono un pugno nello stomaco.
Segnalato nel 1959 da José Casafranca, che poi diverrà ispettore del Litoral Central del Patronato Nacional de Arqueología, il sito fu scavato dagli archeologi Manuel Ontaneda e Aquiles Ralli che vi riconobbero, sbagliando, rilievi riconducibili alla cultura Chavin, probabilmente per la presenza di una lastra di pietra ricoperta d’intonaco con l’immagine di un dio molto simile per fattezze al Lanzon di Chavin de Huantar. Continua a leggere

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La tomba senza nome

KV55EntranceLa valle dei Re, in Egitto, è il luogo di sepoltura di molti faraoni: quella che un tempo era Tebe, oggi è conosciuta con il nome di Luxor. Nell’impossibilità di dare un nome a tutti, si è pensato di denominare ogni tomba con una sigla che corrisponde all’ordine di scoperta. Con la fredda dicitura “KV55”, uno di questi sepolcri reali rimane avvolto più di altri nel mistero. La tomba fu scavata più di cent’anni fa, nel 1907, da un paio di archeologi (Edward Ayrton e Theodore Davis) che non si sa per quale oscura ragione non documentarono gli scavi intrapresi. Da allora, in tutti questi decenni, il sepolcro fu sicuramente ‘visitato’ e qualcuno si portò via buona parte delle offerte che avrebbero dovuto accompagnare il defunto nel suo ultimo viaggio. Qualcun altro pensò bene di danneggiare irrimediabilmente anche alcuni cartigli, compreso quello che identificava il nome del faraone, posto sul sontuoso sarcofago intagliato. Solo in corrispondenza del corridoio d’ingresso fu riconosciuto il cartiglio della regina Tiy, che da figlia di due notabili divenne moglie di Amenopohis III e dette i natali ad Amenophis IV o meglio Akhenaton, come amava farsi chiamare il faraone che decise di rivoluzionare il culto religioso, introducendo la prima forma di monoteismo che si ricordi, dedicata al Sole. Continua a leggere

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La cantante dei Faraoni

c_254_190_16777215_01_images_stories_musica_arpistaAll’inizio del 2012 gli archeologi dell’Università di Basilea scoprirono nella Valle dei Re, in Egitto, un sepolcro ancora inviolato, senza decorazioni sulle pareti. In quella tomba di quasi tremila anni fa, come confermato dall’iscrizione, riposava il corpo di una donna che, pur non essendo una regnante, aveva comunque meritato una sontuosa sepoltura.
Il rinvenimento di questo sepolcro è l’eccezione, poiché finora è il primo riservato a una donna non appartenente alla famiglia reale. Nehmes Bastet (“Bastet può salvarla”), questo il suo nome, era una cantante che con la sua voce doveva aver deliziato la corte di qualche faraone della XXII dinastia, all’inizio del I millennio a.C., durante le ricorrenze religiose presso il tempio di Karnak a Tebe. La donna era sotto la protezione di Blaster, la dea felina protettrice del Basso Egitto, spesso associata a Sekhmet. Come già evidenziato in altre sepolture, quella destinata alla cantante era in origine riservata a qualcun altro vissuto centinaia di anni prima. La “KV64”, che si trova vicino al sepolcro di Thutmose III, è la seconda tomba inviolata scoperta, dopo quella celeberrima destinata alle spoglie del faraone Tutankhamon. Continua a leggere

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